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E' stata una convention perfetta: abbiamo mangiato il giusto, non ci siamo stancate troppo, abbiamo parlato con quelli con cui ci andava di parlare ed evitato quelli con cui non ci andava... e io ho dovuto evitare più persone di Jo!
Se non fosse per la Renna, questo blog sarebbe morto. Per fortuna ci pensa il quadrupede ad allietarci con le sue uscite. Eccovi l'ultima, in anteprima nazionale. Secondo me, è una delle sue migliori.
Renna dixit: "Si dice il lupo, ma non la pentola."
Quali proverbi si nascondono sotto questo capolavoro di sintesi?
E, soprattutto, cosa diavolo intendeva dire la Renna.
Il concorso è aperto.
Dite la vostra!
E' l'unica cosa che riesco a dire ripensando al 'Joseph' di ieri sera. Ho il CD che sta andando a ciclo continuo e non riesco a concentrarmi su nulla perché non riesco a smettere di cantare. Nota a margine: sono arrivata in orario/anticipo a prendere due persone diverse e siamo arrivati in orario/anticipo al teatro. Evento storico: prego annotatelo nei vostri diari in modo che non si possa dire che sono sempre in ritardo! Eravamo in seconda fila. Sicuramente non era il posto migliore per godere la coralità delle scene o l'angolazione migliore per sentire al meglio la musica, ma sicuramente era la posizione migliore per sentirsi parte dello spettacolo. Ero a meno di due metri dal direttore d'orchestra; se avessi allungato la mano potevo fregargli gli spartiti (che tentazione!!!). Prima dell'inizio riuscivo a sentire gli ordini che il regista dava in cuffia all'orchestra. Leggevo la marca degli strumenti. E, durante lo spettacolo, si vedeva ogni espressione dei protagonisti, ogni sguardo, ogni smorfia. Ed è stato bellissimo. Certo, adesso non mi dispiacerebbe rivederlo da un po' più indietro: che fate voi a Milano? Il teatro non era pieno ma il pubblico era attento e partecipe. Qualche fila dietro di noi, un gruppo di fan scatenati contribuiva a scaldare l'atmosfera. Forse ci è voluto tutto il primo tempo - e il suo galattico finale - a far presa su chi non conosceva il musical ma ho avuto l'impressione che, nel secondo tempo, anche i più perplessi si fossero lasciati andare. Gli applausi sono stati lunghi e calorosi. Bis di 'Abbandonatemi' e 'Go, go Joseph'. Il megaremix una favola, con il direttore che dirigeva il pubblico per battere le mani a tempo. Ecco, questa è la cosa che mi piace di più in Joseph: lo trovo coinvolgente. E' semplice, immediato, senza pretese ma trascinante. Ti viene voglia di ballare e di cantare, vorresti salire sul palco e abbracciarli tutti. E gli attori sono stati bravissimi in questo, dando l'impressione di essere loro i primi a divertirsi. Noi altri, quelli così, li etichettiamo subito: potrebbero far parte della 'Mezzo Metro', diciamo, e ci siamo già capiti! Ovviamente non si può esserne certi: magari sono solo dei bravi professionisti che sanno fare bene il loro lavoro e del musical e del pubblico non gliene importa un fico secco ma chi se ne importa? Mi hanno trasmesso delle sensazioni meravigliose e di questo non posso che ringraziarli. Allora, allora, allora... che posso dirvi di nuovo? Sapete già tutto. Il faraone è un grande, come sempre, anche se non mi è piaciuto il fatto che si presentasse con il solo volto coperto e il vestito alla Elvis che si vedeva già. Gran bella voce! Joseph... capperi! Un ballerino così non me lo aspettavo e poi, che faccia da schiaffi: fino alla prigione, è veramente insopportabile, poi vorresti solo portartelo a casa. 'Abbandonatemi' mi ha fatto venire i brividi. La narratrice mi scuserà ma non è una delle cose che ho guardato di più, però l'ho trovata molto in parte, simpatica e divertente: devo dar ragione alla mia amica sul fatto che la voce non era la più adatta, soprattutto vicina a quelle degli interpreti maschili. C'è da dire che me ne accorgo adesso ascoltando il CD: ieri proprio non l'avevo notato, non era proprio in cima alla lista dei miei pensieri. I fratelli sono stati grandi, grandissimi, perfetti, con tanto di discesa tra il pubblico. Sono riusciti a farmi piacere da matti anche il secondo tempo che, di solito, non mi trascina come il primo. Che zompi, il buon Benjamin, altra discreta faccia da schiaffi. Mitici 'I bei tempi di Cana' ma è difficile trovare qualcosa che non fosse all'altezza. . Tutto il recitato è stato splendido. Delizioso il rock, con l'egiziano grasso a duettare con il faraone. Un po' sbilenco il cammello ismaelita ma grande la nave egiziana e la gag del bancomat. Le pecore mi hanno fatto impazzire. Non eccelso Potiphar ma non per colpa sua: penso che in italiano quel pezzo perdesse un po'. 'I don't believe in free love/Pity', che è diventato un parlato, ci ha perso un po'. In generale, con il cambio della lingua hanno sofferto un po' tutti i pezzi di racconto, quelli dove hai poco tempo per dire molte parole; le canzoni principali, però, non ci hanno perso nulla. Insomma, faccio fatica a fare una classifica delle cose che mi sono piaciute, perché mi è piaciuto TUTTO! Non posso darvi una valutazione sugli interpreti, sull'orchestra o sull'allestimento scenico: non me ne intendo, non ho cultura musicale e ho visto pochissimi spettacoli dal vivo per poter fare confronti e dare giuduzi. E, francamente, non me ne importa nulla. Quello che posso dirvi è che, se siete di quegli animi sognatori un po' scoraggiati dalla realtà, di quelli che si chiedono se il mondo è veramente così grigio come ce lo dipingono, questo spettacolo è meglio di una medicina. Si esce dal teatro con il sorriso sulle labbra e l'ottimismo nel cuore: si torna a vedere il mondo a colori. E' bello scoprire di essere ancora in grado di farlo. E' finito il disco: che dite, lo rimetto? Ogni sogno un giorno, diverrà realtà
Sono le 19.35 e sono ancora in ufficio. E sono pure contento di esserci. Depressione... 
Non è stato un successone ma un successo sì. Lunedì sono uscita dall'ufficio alle 18.30, tardi rispetto al mio orario (che sarebbe le 18) ma prestissimo rispetto alla media degli ultimi mesi, dove difficilmente riuscivo a lasciare la scrivania prima delle 19. E non basta! Ho molto migliorato lo spunto in partenza e l'orario di arrivo. Basta rigirarsi nel letto sperando che qualcuno telefoni dicendo che l'ufficio è esploso e che posso rimanere a dormire! Basta arrivare sempre tardi, anche se nessuno mi dice niente, per dover poi recuperare la sera o in pausa pranzo! E poi basta rimandare sempre le cose, basta continuare a dire: "Lo faccio domani". Agire subito, al volo, prima di dimenticarsene e prima di cambiare idea. Non ci deve essere un domani per iniziare: si inizia oggi! Non male, eh? E, stasera, il progetto è quello di uscire alle 18: caricaaaaaa!!!!!
Questo lunedì sta andando meno peggio degli ultimi due anzi, direi quasi che non sta andando male. Non so se sia merito del caso o di un weekend particolarmente corroborante, fatto sta che il Trikeko ci teneva a far sapere al mondo che è vivo, tonico e particolarmente propositivo. Con che esiti, non ci è dato saperlo, ma intanto è un inizio. Sì, perché una delle cose che sto cercando di ripetermi, è che bisogna cominciare procedere per piccoli passi, piccole mete avvicinabili invece che grandi traguardi irraggiungibili. E' inutile sperare di cambiare la propria vita in un colpo: è una impresa che riesce a pochi. A tutti gli altri, porta solo depressione da fallimento. Più facile porsi dei piccoli obiettivi e gioire nel realizzarli. Vedere che si hanno ancora in mano le redini della propria esistenza, toccare con mano che il cambiamento è possibile. Però, quanta positività solo perché ieri notte sono riuscita a non fare le due lavorando al computer e stamattina sono riuscita a non poltrire più del limite che mi ero imposta. Se stasera riesco a schizzare dall'ufficio non oltre le 18.15 sarà un successone. Sono aperte le scommesse. 
La quale Renna, anche nel nuovo anno, non perde il suo inconfondibile smalto. Vovendo fare un complimento all'amicizia che lega il di lei marito e un amico comune, se ne è uscita con un: "Voi siete poche frottole e tutto arrosto". Che in effetti significa quello che voleva dire, ma che non penso troverete in nessun libro di detti e proverbi. Più classica, invece, la 'rennata' di Felpato che, in un intorno dell'epifania, se ne è uscito con un "I pirati della prima luna", fulgida sintesi tra 'I pirati dei Caraibi' e 'La maledizione della prima luna'. Felpato ha esaltato il suo pubblico anche con un notevole "soia, salsa di" utilizzato al ristorante cinese per indicare le sue preferenze in fatto di salse. Se andiamo avanti così, chissà dove arriveremo...
Con il tradizionale ritardo che lo contraddistingue, il Trikeko augura uno splendido anno a tutti gli amici del pak!
Meglio un racconto un po' sgrammaticato oggi, che uno perfetto tra qualche decennio. Per gli amanti della saga Le avventure del Trikeko e dei suoi Amici, ecco un nuovo, raccapricciante episodio di vita vissuta. Non è all'altezza di Parigi e del suo Parco Giochi ma chi lo ha vissuto si è divertito - se così si può dire - lo stesso. www.darkover.it\ktrekeko\therealbrocca.html
Non cambiamo il default a meno che il default non vada! Ovvero: se il software di installazione vi propone dei default, pensateci bene prima di cambiarli, perché chi ha fatto quel setup potrebbe non aver mai provato per questa evenienza.
Questa massima mi è stata elargita da un collega, materializzatosi alle mie spalle, mentre tentavo di installare su di una nuova macchina un software abbastanza complesso. Rimandavo la cosa da diverse settimane, temendo il peggio. Avevo deciso di iniziare la settimana scorsa: avevo già il manuale in mano, quando mi sono accorta che non avevo i CD dell'ultima versione. Richiedo i CD al distributore, lamentando disorganizzazione e confusione nella nostra struttura; non c'è problema, dicono, me li rimandano. Posticipo l'installazione a questa settimana quando, lunedì sera, aprendo il *mio* armadio, vedo la scatola che cercavo: mi era stata consegnata *personalmente* alla User Conference dello scorso anno dalla stessa persona con cui avevo parlato al telefono. Che figuuuura! Decido di non telefonare neppure per avvertire: ormai è troppo tardi per bloccare la spedizione. E infatti, questa mattina,. ecco che arriva la busta... peccato che sia aperta, con la scatola vuota e i CD rubati. Chissà cosa se ne fa uno di un software per mainfraime... Fortuna che avevo ritrovato i miei dischi. Non vi racconto tutte le lotte della giornata contro il software perché dubito che possano interessarvi. Sappiate solo che sono solo a metà dell'opera... 
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